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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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venerdì 13 gennaio 2017

Passeggiata a Firenze con la Granduchessa - Carnevale 2017


Domenica 19 Febbraio 2017 alle ore 15:00 ritrovo in piazza della Signoria, davanti all’ingresso principale di Palazzo Vecchio. 

Inizio della passeggiata per le vie di Firenze in compagnia di un personaggio illustre della famiglia Medici, la bellissima granduchessa Bianca Cappello. Bianca si risveglia dopo lunghi anni e si ritrova nella sua Firenze, ma dopo più di 400 anni Firenze é molto cambiata! Non sarà di certo una impresa facile per la granduchessa muoversi nel traffico di oggi, attraverso quei luoghi che una volta le appartenevano e che adesso sono di tutti. Ma sarà lieta di raccontare la sua storia. Arrivata da Venezia, la fanciulla venne subito accusata di ammaliare gli uomini con i suoi poteri misteriosi, in realtà il suo amore per Francesco I de Medici, fu un vero e proprio colpo di fulmine! Fu la storia d'amore più chiacchierata di Firenze. I due scatenarono pettegolezzi e diedero scandalo. Indubbiamente Bianca si insinuò alla corte medicea in modo non corretto, ma alla fine fu tanto amata dai fiorentini perchè si dimostrò generosa, intelligente e caritatevole. Di tutto questo e altro ancora Bianca ci parlerà passeggiando per il piazzale degli Uffizi, sotto il loggiato del corridoio Vasariano, il Ponte Vecchio e Piazza Pitti. 

Sarà un modo piacevole e divertente per far conoscere una Firenze diversa anche ai bambini, vista con i misteriosi e bellissimi occhi di Bianca. Fine del tour intorno alle ore 17:00 presso Ponte Santa Trinita.

Gradito abito mascherato per i bambini, così festeggeremo il Carnevale insieme!

Quota di partecipazione (minimo 25 persone): 
Adulti € 15 ; Bambini (fino 12 anni)€ 10

La quota comprende:
- Visita guidata in costume rinascimentale condotta da Padrya Bucar
- Auricolari
- Assistenza Ciclone Viaggi


Per maggiori informazioni:







sabato 7 gennaio 2017

martedì 13 dicembre 2016

Venerdi 16 Dicembre la poesia torna alla Galleria d’Arte Puzzle per una serata all’insegna dello scambio delle proprie opere e esperienze


Alla Galleria d’Arte Puzzle di Firenze i testi scritti delle poesie di 10 poeti contemporanei sono appesi ad un filo.

Durante il reading poetico di Venerdì 16 Dicembre alle ore 21, le poesie da leggere verranno scelte dai partecipanti e chiunque potrà esprimersi.

Le poesie rimarranno esposte all’interno della Superpila fino al Cenacolo di Capodanno e in questo periodo chiunque potrà leggerle e portarle via con se.

Galleria d’Arte Puzzle – Via Tavanti 19/a – Firenze
Matteo Castellani 3392006958





giovedì 8 dicembre 2016

Annamaria Dulcinea Pecoraro presenta il suo nuovo libro "Dalla cenere al volo" - Venerdi 16 Dicembre alla Libreria Nardini Book Store a Firenze


VENERDI 16 DICEMBRE 2016 ore 18.30
Libreria Nardini Book Store 
 via delle Vecchie Carceri (angolo via dell'Agnolo)
Firenze

Presentazione del libro
“Dalla cenere al volo”

AUGH! Edizioni
 Gruppo Editoriale Alter Ego

Sarà presente l’autrice
Annamaria Dulcinea Pecoraro


L'evento avrà come relatrici:
 Marzia Carocci (Poetessa e Critico Recensionista)
 Maria Rosaria Perilli (Scrittrice e Critico Recensionista)
 Maria Luisa Brunetti (Operatrice Culturale)
 Sandra Carresi (poetessa) 

 Il Dj set a cura di Roby Bruno di Deliri Progressivi






"Il Libro è una produzione candita e scandita dal tempo e che vede questa opera non solo liriche ma anche un "abbozzo" di prosa e non solo..."
Annamaria Dulcinea Pecoraro

















venerdì 2 dicembre 2016

Paesi del Chianti: Gaiole In Chianti (uno dei comuni della storica Lega del Chianti)


Gaiole anticamente chiamata Cajolum, nella valle dell'Arbia, forma un comune che si estende sul fianco occidentale del MonteGrosso, o Grossi, lungo il torrente Massellone sulla strada che da Siena conduce a Montevarchi. 

La storia di Gaiole in Chianti è strettamente legata alla sua posizione di nodo viario nelle comunicazioni tra il Chianti e il Valdarno superiore. Grazie a ciò divenne la sede del mercato dei vicini castelli. La forma della abitato di Gaiole in Chianti rivela palesemente la sua origine di mercatale. Nel XIV secolo Gaiole e la sua comunità entrarono a far parte della Lega del Chianti.

Nei dintorni del borgo ci sono due luoghi molto interessanti: la Pieve di Santa Maria a Spaltenna e il borgo di Vertine, dal caratteristico cerchio di mura a forma ovoidale. 

Terra di boschi e di colline, di vigne e di oliveti, Gaiole in Chianti è culla di produzioni artigianali che affondano le loro radici in un lontano passato. Gaiole in Chianti gode, oltre che di peculiarità artistiche e paesaggistiche conosciute in tutto il mondo, anche di una meritata fama in fatto di enogastronomia. Sebbene il vino e, anche se da minor tempo, l'olio extravergine di oliva sono i cavalli di battaglia da molti anni, ultimamente anche altre produzioni alimentari di differenti categorie stanno assumendo un ruolo sempre più importante quali testimonial del territorio, quali i salumi. 

Da Gaiole parte L'Eroica, una manifestazione cicloturistica ormai di fama internazionale che si tiene solitamente la prima domenica di ottobre e si svolge dal 1997. Ha la particolarità di rievocare il ciclismo di un tempo, con percorsi che si svolgono in buona parte su strade bianche con biciclette d'epoca. 

Nel 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III emise un bando che decretava che i vini prodotti a Castellina, Gaiole e Radda potessero chiamarsi vini del Chianti delimitando quindi la zona vinicola Chianti fino ad includere circa i 3/5 del Comune di Greve. La successiva istituzione della Podesteria del Chianti con sede in Radda, vide l'inclusione dei tre comuni della vecchia lega del chianti e dell'intero comune grevigiano, allora ancora privo del suffisso "in Chianti" ma di fatto incluso in toto nello stesso. Con la creazione nel 1932 della zona vinicola Chianti questi quattro comuni ricaddero all'interno della sottozona denominata Classico.



Link utili:








venerdì 25 novembre 2016

Un viaggio nel tempo e nello spazio al Castello di Sammezzano



Il castello di Sammezzano, circondato da un ampio parco, si trova nell'omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello in provincia di Firenze.
L'edificio principale è una costruzione eclettica in stile moresco ed è stata edificata nel 1605 per volere della famiglia Ximenes D'Aragona. La storia del luogo è però più antica e viene fatta risalire all'epoca romana.
Successivamente passò in eredità a Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona che lo riprogettò tra il 1853 e il 1889. In circa quaranta anni il marchese progettò, finanziò e fece realizzare il parco e il castello di Sammezzano, il più importante esempio di architettura orientalista in Italia. Fu allo stesso tempo proprietario e committente; pur senza laurea specifica, fu ingegnere, architetto e geologo. Una spiccata intelligenza unita a buon gusto e capacità pratiche gli permise di ideare, progettare, finanziare il castello realizzando in loco e con l'ausilio di manodopera locale gran parte dei manufatti di cui il Castello è costituito.
Il Marchese Ferdinando trascorse qui i suoi anni sovrintendendo egli stesso alla messa in opera del suo Sogno d'Oriente, leggendo sui libri, disegnando egli stessi i racemi e i disegni che tuttora sono visibili nelle stanze del Castello. Non viaggiò mai in Oriente eppure camminando nelle sale del Castello al Piano Nobile non si può fare a meno di pensare a quei luoghi lontani: Spagna e India in primis.
Il parco, tra i più vasti della Toscana, venne fatto costruire a metà dell'Ottocento da Ferdinando Panciatichi, sfruttando terreni agricoli attorno alla sua proprietà e una ragnaia di lecci. Vi fece piantare una grande quantità di specie arboree esotiche, come sequoie e altre resinose americane.

Il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona nato a Firenze nel 1813, tra tutte le sue proprietà amò (e odio) sempre il Castello di Sammezzano, deluso anche dai suoi contemporanei e dalla vita politica di allora, preferì rifugiarsi qui lontano dalle voci, dagli scandali e dalle delusioni di partito e di ideali liberali quali lui aveva.
Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona fu uomo molto attivo in vari settori della vita sociale: esperto di scienze, filantropo, mecenate, fine collezionista, melomane ed amante di Verdi. A vario titolo fece parte di innumerevoli enti fra cui: Accademia dei Georgofili (1855); Società di Orticultura (vice presidente); Accademia di Belle Arti (accademico onorario) e Promotore per il monumento a Dante Alighieri in occasione del 6° centenario dalla nascita. Fu anche un uomo politico molto impegnato nel periodo di Firenze Capitale e dell'Unità d'Italia. Di idee liberali e fiero anticlericale, Ferdinando Panciatichi fu consigliere nel Municipio di Reggello e di Firenze tra il 1859 e 1865 e consigliere del Consiglio Compartimentale (poi Consiglio Provinciale) tra il 1860 e 1864. Fu eletto per due volte deputato del Regno tra il 1865 e il 1867. Nel medesimo anno, pochi mesi dopo l’elezione, diede le dimissioni per protesta contro la legge sull’asse ecclesiastico che non garantiva di rispettare quanto invece promesso agli elettori.
In merito all'Unità d'Italia, Ferdinando ben presto mostrò la sua cocente delusione per come era nata l’Italia: tale scoramento è espresso in una frase in latino del 1870 riportata nella nicchia del Corridoio delle Stalattiti che, tradotta, recita: ”Mi vergogno a dirlo, ma è vero: l’Italia è in mano a ladri, esattori, meretrici e sensali che la controllano e la divorano. Ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato”. Il percorso nelle sale è intriso dei pensieri anche ripresi da poesie, scritti in latino nascosti tra gli stucchi e i colori, e ogni particolare nasconde un pensiero del Panciatichi.



Morì nel 1897 lasciando incompiuto il Castello. Alla morte fu sepolto in una tomba collocata nel castello; il suo corpo fu poi traslato nel 1916 e sistemato nella cappella del Cimitero di Sociana, dove riposa anche la figlia Marianna.
Il Comune di Reggello ha ricevuto in dono il progetto per il restauro del Sepolcreto redatto dall’ Arch. Marco Lungani. E’ necessario raccogliere la cifra necessaria per consentire al comune di realizzare il progetto, già approvato.

Nel dopoguerra il castello è stato adibito a hotel di lusso. Nonostante la vendita all'asta del 1999 e alcuni urgenti lavori di restauro, è in stato di abbandono. Nell'aprile 2012 si è costituito un comitato, FPXA-SAMMEZZANO, che ha tra le proprie finalità quella di promuovere e valorizzare il castello di Sammezzano. Nell'ottobre 2015 il castello è stato nuovamente messo all'asta a causa del fallimento della società italo-inglese che lo acquistò nel 1999; questa, con base di 20 milioni di euro è andata due volte deserta.
Nel 2015 è stato ambientazione d'interni per il film Il racconto dei racconti - Tale of Tales, diretto da Matteo Garrone e interpretato da Vincent Cassel e Salma Hayek.
In esso vi è stato girato il video della canzone Ora o mai più (le cose cambiano) di Dolcenera.

fonti:



Entrare in questo castello è un viaggio nel tempo e nello spazio. Si rimane incantati dai colori architettonici e della luci che attraverso i vetri entrano in queste stanze da favola, la grande attenzione ai dettagli è quella che fa la differenza in questo capolavoro. Per me che scrivo gli elementi che mi colpiscono di più sono i pensieri scritti nelle sale, spesso nascosti tra gli stucchi, che riescono a dare vita al castello e a far parlare delle stanze vuote.”


- Tutte le foto pubblicate sono state scattare durante la mia visita al castello il 20 Novembre 2016 - 






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