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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
E SE ANCHE TU VUOI PUBBLICARE QUALCOSA SU QUESTA TERRA CONTATTAMI

domenica 25 settembre 2016

DUE POESIE SULL' AUTUNNO IN CHIANTI DI LEONARDO MANETTI TRADOTTE IN INGLESE DA ASSUNTA FRANCO


Vino

Un paesaggio nato dal sudore

si alterna a fitti boschi,

taciturne braccia di sacrifici

offrono colori e detti.


Armoniose, su file vicine,

viti distese dall'uomo:

un frutto chiamato uva,

meraviglia quando diventa vino.


Nasce sotto il cielo,

cresce dentro un tino,

tu giochi se lo bevi

canti e danzi mentre piove.

Wine

A landscape created with sweat
interchanges with thick forests;
taciturn sacrifice hands
offer colours and sayings.

In harmony, on close lines,
vines spread out by man:
a fruit named grape,
astonishment when it turns wine.

It sprouts under the sky,
grows up into vats,
if you drink it, you will have fun,
you will sing and dance in the rain.



Autunno


Olivi a palmetta
chi a cespuglio
altri a quercia.

La rugiada è sulle foglie

io a bruzzico ad aspettar
il giorno sulla scala.

Brucano le mani
con tintinnii lievi
frutti appesi a peduncoli.

Reti disperse
e vasi pesanti
ospitano fresche olive.

Oro verde al frantoio
fine al palato
prezioso ai sensi.


Autumn


Espaliered olive trees
some as a shrub
some like oaks.

Dew is on the leaves
I am on the ladder at dawn
waiting for the day to come.

With smooth jingling
hands graze
fruits hung on peduncles.

Scattered nets
and heavy vases
house fresh olives.

Green gold in the olive oil mill
refined on the palate
precious to the senses.

LEONARDO MANETTI (@diritti riservati)



venerdì 16 settembre 2016

CHIANTI_FRIENDS : LA NUOVA COMMUNITY DEL CHIANTI SU INSTAGRAM


Instagram è la semplice applicazione per IOS e Android che ti permette di scattare fotografie simil professionale ed applicare ad esse filtri molto particolari che ha rivoluzionato il modo di scattare fotografie e di condividerle con i propri amici. Instagram parla per immagini e oggi queste riescono ad attrarre più di tante parole.

Numerose sono le community nate nel social, appassionati di Instagram si sono riuniti per contribuire con i loro scatti istantanei alla promozione del territorio creando un’eco mediatico con un potenziale di diffusione in tutto il mondo.

Da un gemellaggio Toscana e Emilia Romagna, da un'idea di Franca ( @trilly2.1 ) e Laura ( @linalaugo ), nasce la community friends che vuole premiare le migliori fotografie scattate nei due territori. Velocemente le due community toscana_friends e emiliaromagna_friends riscuotono un buon successo di seguaci e di tag tanto da decidere di aprire la community italia_friends e la più territoriale ravenna_friends. Successivamente con l'ingresso di Sara ( @capoty ) e Leonardo ( @leonardo_manetti ) nel team sono state aperte anche le community livorno_friends e chianti_friends.

La community chianti_friends presenta nella sua galleria le foto più belle scattate nel territorio chiantigiano da chi ci vive o da chi ha deciso di passarci le sue vacanze, immagini che ci regalano uno specchio di questa bellissima terra tra Firenze e Siena e ci portano alla sua scoperta. Per partecipare anche tu attivamente alla community devi aggiungere il tag #chianti_friends alle tue foto del chianti su instagram.

Per seguire la community clicca qui: www.instagram.com/chianti_friends





domenica 11 settembre 2016

UNA PASSEGGIATA CON MICAELA FANTAUZZI SUI PONTI DI FIRENZE


Inizierò questa carrellata di foto e notizie sui ponti della splendida città  di Firenze con un mio bianco e nero di Ponte Santa Trinita, ponte a cui sono molto legata; infatti abitando in Piazza Strozzi per molti anni, ho avuto la fortuna di trascorrere tutto il mio tempo tra le bellezze del centro storico.

Ponte Santa "Trinita", non sbagliate la pronuncia, perché l'accento è spostato sulla prima sillaba e non sulla seconda come si potrebbe pensare: Trìnita. Si trova in una posizione ideale, con un affaccio sul Ponte Vecchio e l'altro sul Ponte alla Carraia. 
E' uno dei ponti più belli d'Italia.
Fu costruito nel 1252, è crollato molte volte sia a causa dei bombardamenti della guerra, sia per le alluvioni e molte volte è stato ricostruito.
Prende il nome dalla vicina Chiesa di Santa Trinita. Presenta quattro statue allegoriche che decorano i suoi angoli e rappresentano le stagioni.

Passeggiando, passeggiando arriviamo al Ponte Vecchio, uno dei simboli di Firenze, l'unico che è stato risparmiato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Venne costruito nel luogo in cui si trovava l'antico traghetto che serviva per attraversare l'Arno.


Nel 1442 l'autorità  cittadina per salvaguardare la pulizia e il decoro urbano, impose ai beccai ( macellai ) di riunirsi nelle botteghe sul Ponte Vecchio per renderli un po' isolati dai palazzi e dalle abitazioni del centro. 
Sopra il lato sinistro del Ponte passa il Corridoio Vasariano costruito dall'architetto Giorgio Vasari nel 1565, con lo scopo di mettere in comunicazione il centro politico e amministrativo con sede a Palazzo Vecchio e la dimora privata dei Medici, in Palazzo Pitti. Il corridoio sopraelevato, lungo circa un chilometro fu costruito in soli cinque mesi. 
Le botteghe dei macellai furono, poi, occupate da orafi e gioiellieri per ordine di Ferdinando I che non gradiva quel tipo di commercio poco nobile e con odori sgradevoli sotto le finestre del corridoio sospeso. 
Attualmente sul Ponte Vecchio  le botteghe vengono prese d'assalto dai turisti di tutto il mondo che vengono ad acquistare gioielli in una delle location più caratteristiche, esistenti, deliziosamente sospesa sull'Arno.

Continuando la nostra passeggiata ci portiamo sul Ponte alle Grazie, costruito nel 1237; era il ponte più lungo di Firenze, in pietra a nove arcate.


Sul Ponte vi erano alcune costruzioni, soprattutto tabernacoli,  poi trasformati in cappelle, fra queste c'erano delle celle in cui viveva una comunità  di monache di clausura, che nel '400 si trasferirono in un monastero.
Fra queste cappelle ce  n'era una con una Madonna detta Santa Maria alle Grazie per via delle sue proprietà  miracolose che riuscivano ad esaudire i desideri di chi vi si rivolgeva. Da questo tabernacolo, il ponte prese il nome attuale. Il tabernacolo venne poi trasferito in un oratorio detto di Santa Maria delle Grazie.
Il ponte resistette a tutte le alluvioni, ma fu fatto saltare dallo scoppio delle mine naziste nel 1944. Fu ricostruito nel 1957, stavolta solo a cinque arcate.
Da questo ponte si può vedere, in lontananza, sopra il Piazzale Michelangelo, la splendida Chiesa di San Miniato.

A questo punto se siete dei camminatori possiamo tornare verso il Ponte Santa Trinita, proseguire e incontrare il Ponte alla Carraia, costruito nel 1218. Il nome Carraia gli venne dato perché su di esso c'era un continuo transito di carri carichi di merci.



Fino dagli inizi dell'Ottocento dal Ponte alla Carraia venivano lanciati i fuochi d'artificio per festeggiare San Giovanni, patrono di Firenze (24 Giugno).
Come gli altri, anche questo ponte fu minato durante la seconda guerra mondiale e ricostruito nel 1948 mantenendo la struttura a cinque arcate. I fiorentini, lo criticarono per la sua curva molto accentuata e fu soprannominato "il ponte gobbo".

Proseguendo sul Lungarno troviamo il ponte Amerigo Vespucci, uno dei più moderni creato in città , con linee sobrie, costruito tra il 1955 e il 1957 con l'obiettivo di realizzare una tacita convivenza tra vecchio e nuovo.


Marciando stoicamente, arriviamo con un po' di fiatone al Ponte alla Vittoria, costruito nel 1835 il suo nome è un omaggio patriottico. Per un periodo si dovette pagare un pedaggio, poi i fiorentini insorsero ed ottennero di passare gratis a piedi, ma le merci e le prime automobili continuarono a pagare. Era un importante snodo commerciale tra tre importanti province: Pistoia, Pisa e Livorno.
Dopo il bombardamento dei nazisti fu ricostruito in cemento armato e ricoperto di pietra, a tre arcate.
A questo punto ci possiamo riposare, rimandando alla prossima passeggiata i ponti rimanenti.
Un consiglio per i più pigri o per coloro che amano le vedute d'insieme è quello di salire al Piazzale Michelangelo, da lì è possibile ammirare tutta la città  e vedere in maniera suggestiva il susseguirsi dei ponti sull'Arno. Fantastico è il tramonto dal Piazzale Michelangelo! 





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martedì 6 settembre 2016

Inizia la nuova stagione di eventi al Puzzle Firenze


PUZZLE CHIAMA TERRA !!!
I motori sono caldi per assicurarvi un inverno pieno d'arte e di sorprese !!!
Come sempre l'Arte diventa il collante per creare nuovi incontri e fusioni artistiche fondamentali per evolversi.
Cibo per la mente e per il cuore !!!


Galleria Puzzle Firenze - Via Tavanti 19/a - Firenze      







sabato 27 agosto 2016

Il viaggio di Giulia Massano nel Chianti



"Eccomi qua a parlare di un dei più bei viaggi della mia vita. Mi chiamo Giulia e insieme a due miei cari amici e compagni di università, freschi di laurea, decidiamo di attraversare l’Italia in bicicletta. Così, per non annoiarsi. Partiamo da Torino, luogo in cui ci siamo conosciuti e raggiungiamo la capitale seguendo la Via Francigena. Viviamo la giornata, non abbiamo un programma stabilito e prenotiamo di giorno in giorno il camping in cui sostare.
A metà del nostro viaggio decidiamo di allungare la tratta e di raggiungere la zona del Chianti. Perché è troppo da scemi essere lì vicino e non passarci. 
E’ un caldo martedì di inizio agosto e partiamo da Lucca con destinazione colline del Chianti. Appena arrivati in zona il pensiero è: “cavolo che posto unico e meraviglioso ma che fatica in bici, qui è tutto un sali scendi!” Più sali che scendi, in realtà. 
Ma mi soffermerò a raccontarvi più nel dettaglio la fine della nostra tappa. Eravamo alle porte di Certaldo e pregustavamo già nella nostra mente la meritata cena a base di fiorentina al sangue e Chianti Classico. Invece non sapevamo che ci attendeva una bella salita di 8 km per raggiungere il camping da noi scelto. Panorama del Chianti a Marcialla, frazione di Certaldo, per la precisione. Anche noi furboni ci avremmo dovuto pensare che con un nome del genere non sarebbe stato proprio sul lungo fiume in piano. 
Comunque eravamo rimasti agli 8 km da percorrere. Per fortuna erano su strada asfaltata. Ma quando hai sul groppone la stanchezza di una giornata sotto il sole cocente, le ruote incollate come cicche al suolo, le sacche che chi me l’ha fatto fare di portare dietro tutta sta roba, la tenda e vattelappesca ti pare di avere un piccolo bambino aggrappato alla schiena che ti trascina con lui a valle. E per renderli ancora più semplici gli 8 km sono stati conditi da una veloce virata del meteo con un temporale universale alle nostre spalle prima, esattamente sopra di noi poi. Una scena Fantozziana, insomma.
Piano piano abbiamo raggiunto la meta, inzuppati fradici, ma accerchiati da meraviglie paesaggistiche in ogni dove. Vedi foto, per esempio.
Nonostante tutta questa divertente faccenda, per chi la legge si intende, non abbiamo incontrato panorama migliore in tutto il nostro viaggio. E una volta raggiunga la cresta ci è parso di essere in un’altra epoca fatta di campi, vigneti, colori caldi, contadini e vecchie abitudini. Quelle sane e genuine. Lontano dal caos delle città, dai rumori, dallo stress. Tutto sembrava essersi fermato.
E cavolo quant’era buona la fiorentina quella sera……."

Giulia Massano


sabato 20 agosto 2016

Paesi del Chianti: BARBERINO VAL D'ELSA


La terra di Barberino, pulsante di storia e leggende, si trova nel cuore della Toscana, tra Firenze e Siena. Le numerose testimonianze architettoniche disseminate sul territorio rendono la sua storia ancora leggibile. Nel territorio circostante al borgo dolci colline punteggiate da vigne, oliveti e cipressi secolari si rincorrono per poi lasciare spazio ad un paesaggio più selvaggio, boscoso e roccioso.

Barberino Val d'Elsa è ancora caratterizzato dal centro storico medievale, con forma a fuso. La via principale percorre il centro della città per tutta la sua lunghezza tra le due porte di accesso: senese-romana e fiorentina. La posizione di crinale, fra la Val d'Elsa e la Val di Pesa, la vicinanza della strada regia romana, la Cassia, che si raccordava alla via Francigena, lo resero un sito di interesse per i Fiorentini e di passaggio per mercanti e pellegrini.

Nel centro di Barberino si raccomanda la visita della Porta senese, e delle torri ancora presenti sul lato est del circuito murario. La porta senese, che è l'unica originale, è svelta e slanciata: costruita in pietra, presenta un elegante arco gotico. Il campaniletto che la sovrasta risale al XVIII secolo.

Tra i monumenti più importanti vanno ricordati anche il Palazzo Barberini, il Palazzo Pretorio con i numerosi stemmi sulla facciata e l'Ospedale dei Pellegrini, che una lapide ci informa “...fece fare Taddeo di Cecco da Barberino... nell'anno 1365”.  


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domenica 14 agosto 2016

Paesi del Chianti: CASTELNUOVO BERARDENGA


È situato a circa 20 km da Siena su un colle tra il torrente Malena e il fiume Ombrone. Dal 1932 fa parte della zona vinicola Chianti, essendo il suo territorio diviso tra la sottozona dei Colli Senesi e quella del Classico di cui è il comune più meridionale.

Il nome deriva dalla Contea dei Berardenghi, che prese il nome da uno dei figli del conte Wuinigi (Giunigi) di Ranieri, appartenente alla popolazione dei Franchi Salii, sceso in Italia in qualità di Legato dell'Imperatore Ludovico il Pio (865), poi divenuto Governatore politico di Siena (867-881) e di Roselle (868). Egli si chiamava Berardo e questo nome, ripetuto costantemente dai discendenti, diede poi il nome anche al territorio.

La città fu costruita come "Castel Nuovo" da Siena nel 1366, in quanto prezioso avamposto di confine e di Siena seguì le sorti, passando sotto il dominio del Granducato mediceo dopo il 1555. Della fortificazione originale rimane oggi l'alta torre in Piazza Petrilli che dal 1755 venne utilizzata come torre dell'orologio.


Al centro del paese si trova lo splendido vicolo dell'Arco, caratterizzato da ripide scale in pietra e sormontato da un arco timpanato con un elegante bassorilievo. Vicino si trova la Chiesa di San Giusto e Clemente costruita a metà dell'Ottocento in stile neoclassico e poco distante c'è la Chiesa della Madonna del Patrocinio. Altre attrazioni di Castelnuovo Berardenga sono la Villa Chigi Saracini e il Museo del Paesaggio.




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