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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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sabato 23 luglio 2016

Paesi del Chianti: IMPRUNETA


Situato su un colle fra la Val di Greve e la Val d'Ema, dista 14 km da Firenze. Il nome di Impruneta deriva da Inpineta, dovuto ai pini che ricoprivano il poggio su cui risiede il villaggio.

L'abitato di Impruneta, si sviluppò intorno alla preesistente Pieve di Santa Maria all'Impruneta, fondata probabilemente fra l' VIII e il IX secolo. Un'immagine della Madonna, ritenuta miracolosa, era oggetto di grande venerazione e nel corso dei secoli un sempre maggior numero di pellegrini fu richiamato dalla presenza della venerata immagine. Così il borgo intorno alla pieve, diventata santuario, soggetto di molte devote donazioni, con il tempo si ingrandì e si arrichì.

Nel medioevo i signori della zona erano i Buondelmonti, che possedevano il castello di Montebuoni, nei pressi dell'odierna Tavarnuzze, che fu espugnato e raso al suolo dai fiorentini il 23 ottobre 1135. Anticamente, insieme al Galluzzo, dava il suo nome a una lega delle milizie di contado, che comprendeva il territorio a sud di Firenze, a ridosso della cerchia muraria cittadina.

La prosperità delle attività agricole, in particolare la produzione di vino e olio, fu all'origine della grande fiera di San Luca, che si svolge il 18 ottobre, tanto famosa già secoli fa da essere immortalata da Jaques Callot in alcune incisioni del 1620.
La dolcezza del paesaggio intorno al borgo e la vicinanza a Firenze, oltre alla fama della Basilica di Santa Maria all'Impruneta con la bellissima piazza Buondelmonti antistante e la l'importanza del cotto, Impruneta è la patria del cotto toscano, ha fatto dell'Impruneta una meta privilegiata per il turismo nazionale e internazionale.

COTTO

L'Impruneta è “terra del cotto” per antonomasia. La terracotta dell'Impruneta, di antichissima tradizione, rappresenta un elemento economico ma anche una proprio identità territoriale per il territorio imprunetino. Il cotto di Impruneta è noto e ricercato in tutto il mondo.
Inoltre il cotto in tutte le sue forme è un elemento che caratterizza l'architettura e l'arte fiorentina e toscana.

L'argilla si trova abbondante nella struttura geologica dei rilievi collinari dell'Impruneta e più in generale del Chianti fiorentino.

Le prime notizie della lavorazione dell'argilla all'Impruneta risalgono al 1098. Dal medioevo ad oggi, famiglie di fornaciai si tramandano antiche tecniche di lavorazione, l'arte di trattare le terre argillose per ricavarne manufatti in cotto.

Nel 1308 è testimoniata la presenza di una fiorente “Corporazione dei maestri della terra cotta, Orciolai e Mezzinai” dell'Impruneta, avente lo scopo di regolare la produzione e garantirne la qualità.

Il grande uso del cotto era dovuto non solo alle necessità edilizie, soprattutto pavimentazioni e coperture, ma anche per la richiesta di contenitori come gli orci, per il trasporto, la commercializzazione e la conservazione del vino, olio e gran parte dei generi alimentari.
Con il cotto vengono fatti anche bellissimi elementi d'arredo e vasellame, statue, stemmi, vasi e conche.



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domenica 17 luglio 2016

BLOG CHIANTI POESIA: AGRICOLTURA EROICA, E' TEMPO DI LAVORAZIONE DEL GI...

BLOG CHIANTI POESIA: AGRICOLTURA EROICA, E' TEMPO DI LAVORAZIONE DEL GI...In una economia rurale tanto avara di compensi la lavorazione del giaggiolo (iris pallida che è la specie con fiori di colore azzurro pallido) era un modesto salvadanaio magari per mettere da parte qualche soldo per il corredo delle figlie, oggi ci sono sempre meno campi coltivati e nel futuro lo saranno sempre meno. La coltura del giaggiolo in Toscana è oggi confinata in due modeste aree delle provincie di Firenze e Arezzo (S.Polo, Greve, Lamole, Piandiscò, Castelfranco, Loro Ciuffenna).


venerdì 24 giugno 2016

La Notte d'Isabella Atmosfere e misteri di Cerreto Guidi nel'500 - 2 e 3 Luglio 2016



... la più saggia di Florentia e la più bella...” così Filippo Di Monte descrisse Isabella de' Medici nel madrigale composto per le sue nozze.

Il centro storico di Cerreto Guidi tornerà indietro nel tempo a Luglio 1576, in un clima di festa per l'arrivo dell'amata Isabella, figlia prediletta di Cosimo I, per raggiungere il suo sposo nella villa medicea.

Tra le mura del borgo cinquecentesco incontrerete nobili e popolani, antichi cavalieri e scene di vita quotidiana, antichi mestieri,giochi storici, musiche e balli rinascimentali, falconieri, prodezze di spade e di balestre, giochi di fuoco e di bandiere.
Entrerete nelle atmosfere suggestive della Villa Medicea, della Pieve di San Leonardo, dell'Oratorio della Santissima Trinità accolti da personaggi storici che vi faranno da guida. Potrete sostare e gustare piatti tipici nelle antiche locande ed osterie.
Per due giorni l'atmosfera si riscalderà in un susseguirsi di spettacoli d'epoca di ogni genere fino alla notizia della misteriosa morte di Isabella, avvenuta proprio a Cerreto Guidi il 16 Luglio 1576; si sentirà sussurrare “ la verità” tra storie e leggende popolari tramandate per secoli, fino allo spettacolo finale nel magnifico scenario dei Ponti Medicei per festeggiare la vita della “stella” di Casa Medici.

Inoltre ci sarà il Concorso Fotografico “Una foto per Isabella” per raccontare attraverso immagini le atmosfere ed i misteri di Cerreto nel '500, info e regolamento www.lanottedisabella.it

Ingresso Gratuito
Servizio Navette
tel 0571 90 62 25 - 0571 55 462



venerdì 17 giugno 2016

Sabato 25 Giugno ci sarà la Prima tappa del Free Reading Itinerante Libertà a Firenze



Sabato 25 giugno alle ore 17 a Firenze presso la Libreria Nardini Bookstore, in Via delle Vecchie Carceri, ang. Via dell’Agnolo (ex Murate) avrà luogo la prima tappa del free reading itinerante sulla libertà, ideato, organizzato e condotto dalla poetessa e scrittrice Claudia Piccini, il poeta e coordinatore provinciale Csain per la cultura Emanuele Martinuzzi e il poeta Leonardo Manetti, con il Patrocinio del Comitato Provinciale Csain di Firenze e la collaborazione del Movimento culturale ed artistico del Metateismo. Ospiti della serata saranno il critico letterario, editore e poeta Michele Miano, che per lunga tradizione familiare è illustre rappresentante della cultura a livello nazionale, il poeta, narratore e pittore Gianni Calamassi, un autentico Maestro, con una carriera di cinquanta anni nell’arte e nella scrittura, infine il pittore Alberto Lovisi, che ha partecipato a mostre collettive, a numerosi concorsi nazionali, rassegne, manifestazioni d'arte e ha anche esposto in contemporanea con grandi nomi dell'arte come Warhol, Faccincani, Haring, Possenti, Alinari e altri. Ogni ospite parlerà della libertà e proporrà alcune delle loro opere più significative attinenti al tema della serata.
L’evento vedrà poeti, scrittori o attori provenienti da tutta Italia alternarsi a leggere i loro componimenti, toccando le molteplici sfumature della libertà.
Un viaggio, singolare ed emozionante, accompagnato dalla maestria del chitarrista classico Dimitri.

L’ingresso è gratuito.   



   

lunedì 13 giugno 2016

DUE POESIE SUL CHIANTI DI LEONARDO MANETTI TRADOTTE IN INGLESE DA ASSUNTA FRANCO


Il Chianti

Vecchie mura

dove le piante si arrampicano,

inebriate dal profumo dei fiori

allevati da mani generose.

Un'oasi solitaria

nel deserto della velocità,

scandisce il mutare delle stagioni

un sottofondo di musiche classiche.

Ricche tradizioni

e racconti del paesaggio

accolgono stanchi viaggiatori

con acqua limpida rinfrescante.

Scorre calmo il borro,

il letto attraversa solenne

cipressi e cordiali poggi,

sempre più torbido verso la città.


Chianti


Old walls

where plants hang on,

inebriated by the perfume of the flowers

cultivated by benevolent hands.


A lonely oasis

in the desert of high speed

marks the changing of the seasons;

classical music in the background.


Copious traditions

and stories of the landscape

welcome fatigued travellers

with some limpid and cool water.


The Borro river quietly flows

and soberly traverses the riverbed,

cypresses and affable small hills,

cloudier and cloudier approaching the town.




Iris pallida



Il colore è violetta
come il suo profumo,
in gergo è giaggiolo.


Sonnecchia nell'inverno
fiori a maggio
rizomi a luglio.


E' una cartolina in fioritura,
al suo levar
è fatica con la zappa.


Sulle stuoie sta ad asciugare,
bianco se mondato
nero se affettato.

Pale Iris



The colour is violet
like its perfume;
in jargon it is 'orris'.


Snoozing in Winter
flowers on May
rhizomes on July.

It is a flowered postcard;
at its raise
it's time for hoe labour.


On mattings it dries off,
white if cleaned
black if sliced.
 
LEONARDO MANETTI (@diritti riservati)




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