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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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sabato 20 agosto 2016

Paesi del Chianti: BARBERINO VAL D'ELSA


La terra di Barberino, pulsante di storia e leggende, si trova nel cuore della Toscana, tra Firenze e Siena. Le numerose testimonianze architettoniche disseminate sul territorio rendono la sua storia ancora leggibile. Nel territorio circostante al borgo dolci colline punteggiate da vigne, oliveti e cipressi secolari si rincorrono per poi lasciare spazio ad un paesaggio più selvaggio, boscoso e roccioso.

Barberino Val d'Elsa è ancora caratterizzato dal centro storico medievale, con forma a fuso. La via principale percorre il centro della città per tutta la sua lunghezza tra le due porte di accesso: senese-romana e fiorentina. La posizione di crinale, fra la Val d'Elsa e la Val di Pesa, la vicinanza della strada regia romana, la Cassia, che si raccordava alla via Francigena, lo resero un sito di interesse per i Fiorentini e di passaggio per mercanti e pellegrini.

Nel centro di Barberino si raccomanda la visita della Porta senese, e delle torri ancora presenti sul lato est del circuito murario. La porta senese, che è l'unica originale, è svelta e slanciata: costruita in pietra, presenta un elegante arco gotico. Il campaniletto che la sovrasta risale al XVIII secolo.

Tra i monumenti più importanti vanno ricordati anche il Palazzo Barberini, il Palazzo Pretorio con i numerosi stemmi sulla facciata e l'Ospedale dei Pellegrini, che una lapide ci informa “...fece fare Taddeo di Cecco da Barberino... nell'anno 1365”.  


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domenica 14 agosto 2016

Paesi del Chianti: CASTELNUOVO BERARDENGA


È situato a circa 20 km da Siena su un colle tra il torrente Malena e il fiume Ombrone. Dal 1932 fa parte della zona vinicola Chianti, essendo il suo territorio diviso tra la sottozona dei Colli Senesi e quella del Classico di cui è il comune più meridionale.

Il nome deriva dalla Contea dei Berardenghi, che prese il nome da uno dei figli del conte Wuinigi (Giunigi) di Ranieri, appartenente alla popolazione dei Franchi Salii, sceso in Italia in qualità di Legato dell'Imperatore Ludovico il Pio (865), poi divenuto Governatore politico di Siena (867-881) e di Roselle (868). Egli si chiamava Berardo e questo nome, ripetuto costantemente dai discendenti, diede poi il nome anche al territorio.

La città fu costruita come "Castel Nuovo" da Siena nel 1366, in quanto prezioso avamposto di confine e di Siena seguì le sorti, passando sotto il dominio del Granducato mediceo dopo il 1555. Della fortificazione originale rimane oggi l'alta torre in Piazza Petrilli che dal 1755 venne utilizzata come torre dell'orologio.


Al centro del paese si trova lo splendido vicolo dell'Arco, caratterizzato da ripide scale in pietra e sormontato da un arco timpanato con un elegante bassorilievo. Vicino si trova la Chiesa di San Giusto e Clemente costruita a metà dell'Ottocento in stile neoclassico e poco distante c'è la Chiesa della Madonna del Patrocinio. Altre attrazioni di Castelnuovo Berardenga sono la Villa Chigi Saracini e il Museo del Paesaggio.




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giovedì 4 agosto 2016

Paesi del Chianti: SAN DONATO IN POGGIO


San Donato in Poggio, frazione di Tavarnelle Val di Pesa in provincia di Firenze, è un borgo che ancora conserva parte della sua cinta muraria con le due porte di accesso. Nel borgo, ottimamente conservato e restaurato, sono presenti notevoli testimonianze due-trecentesche.

Il paese di San Donato è ancora oggi racchiuso all'interno della cerchia muraria duecentesca, sul cui fianco occidentale spicca una torre di avvistamento dalla forma molto particolare denominata Il Torrino. Si può accedere al borgo da nord, attraverso la massiccia Porta Fiorentina, o da sud attraverso la Porta Senese.

“L’esistenza di una via di comunicazione di antica quanto incerta origine, che serviva per i collegamenti tra Firenze e Siena, è infatti all’origine del costituirsi sia della Pieve che del Castello di San Donato, due realtà insediative di diversa natura che polarizzarono ed organizzarono entrambe una parte del territorio che si estende a cavaliere dei rilievi che fungono da spartiacque tra Val d’Elsa e Val di Pesa.” Il nome di San Donato in Poggio deriva dalla denominazione della Pieve romanica ricordata fin dal 989 col nome di “in loco pocie”. “Pocie” e successivamente “Poci” era il nome del borgo abitato sorto, forse fin dal periodo romano, su di un colle dello spartiacque tra le suddette valli. Il nome fu trasformato successivamente in “poggio” a causa delle caratteristiche fisiche del luogo.

Al centro dell'abitato di San Donato, nucleo edificato di grande pregio architettonico che presenta un'evidente struttura urbanistica medievale ed affacciato sulla piazza principale, sorge il Palazzo Malaspina. L'edificio tardo rinascimentale, di cui si conosce l'esistenza sin dal lontano 989, sede abitativa nel periodo medioevale della famiglia Ticci e divenuto nell' XVIII secolo residenza dei marchesi Malaspina, rappresenta un patrimonio che l'amministrazione comunale di Tavarnelle ha recuperato e valorizzato attraverso un importante intervento di restauro.

Il paesaggio che circonda questo paese e’ quello tipico chiantigiano; possiamo quindi ammirare le bellissime vigne, i campi di olivi e i boschi misti tipici di questa area collinare.

Uno dei miglior modi per apprezzare al massimo questo borgo e i suoi dintorni e’ fare delle passeggiate a piedi lungo i sentieri segnati. Le passeggiate iniziano e finiscono tutte al pozzo ottagonale davanti Palazzo Malaspina.


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sabato 30 luglio 2016

Paesi del Chianti: SAN CASCIANO VAL DI PESA


San Casciano Val di Pesa sorge all'incrocio tra la via da Firenze per la Val d'Elsa e quella che collega la Val di Pesa con la Val di Greve. Cinto di mura, per la sua posizione strategica specie nei confronti degli eserciti che minacciavano la vicina Firenze, è la ragione principale della sua storia movimentata e il motivo per il quale nel corso degli anni è stato più volte fortificato.

Le origini risalgono a quando era, in epoca romana, posto di tappa sulla via Cassia. Nel medioevo fu un castello infeudato alla diocesi fiorentina, e nel 1272 San Casciano, già popoloso e abitato, passò sotto il controllo della Repubblica fiorentina che lo fece capoluogo della podesteria di San Casciano a Decimo (toponimo Decimo perchè decimo miglio da Florentia). L'antica podesteria medievale di San Casciano venne creata capoluogo di comunità nel 1774. Il 26 luglio 1944 il centro fu bombardato dagli alleati e insieme alle mine tedesche, distrusse il paese riducendolo quasi in macerie: la ricostruzione fu lenta ed impegnativa.

Nel passato l'economia del paese si è basata sulla produzioni agricole, e ancora oggi, soprattutto la produzione agricola dell'olio e del vino, è l'attività principale, come anche un tessuto di piccole e medie industrie, fiorente anche il turismo legato all'ambiente, alla storia e all'enogastronomia.  




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sabato 23 luglio 2016

Paesi del Chianti: IMPRUNETA



Situato su un colle fra la Val di Greve e la Val d'Ema, dista 14 km da Firenze. Il nome di Impruneta deriva da Inpineta, dovuto ai pini che ricoprivano il poggio su cui risiede il villaggio.

L'abitato di Impruneta, si sviluppò intorno alla preesistente Pieve di Santa Maria all'Impruneta, fondata probabilemente fra l' VIII e il IX secolo. Un'immagine della Madonna, ritenuta miracolosa, era oggetto di grande venerazione e nel corso dei secoli un sempre maggior numero di pellegrini fu richiamato dalla presenza della venerata immagine. Così il borgo intorno alla pieve, diventata santuario, soggetto di molte devote donazioni, con il tempo si ingrandì e si arrichì.

Nel medioevo i signori della zona erano i Buondelmonti, che possedevano il castello di Montebuoni, nei pressi dell'odierna Tavarnuzze, che fu espugnato e raso al suolo dai fiorentini il 23 ottobre 1135. Anticamente, insieme al Galluzzo, dava il suo nome a una lega delle milizie di contado, che comprendeva il territorio a sud di Firenze, a ridosso della cerchia muraria cittadina.

La prosperità delle attività agricole, in particolare la produzione di vino e olio, fu all'origine della grande fiera di San Luca, che si svolge il 18 ottobre, tanto famosa già secoli fa da essere immortalata da Jaques Callot in alcune incisioni del 1620.
La dolcezza del paesaggio intorno al borgo e la vicinanza a Firenze, oltre alla fama della Basilica di Santa Maria all'Impruneta con la bellissima piazza Buondelmonti antistante e la l'importanza del cotto, Impruneta è la patria del cotto toscano, ha fatto dell'Impruneta una meta privilegiata per il turismo nazionale e internazionale.

COTTO

L'Impruneta è “terra del cotto” per antonomasia. La terracotta dell'Impruneta, di antichissima tradizione, rappresenta un elemento economico ma anche una proprio identità territoriale per il territorio imprunetino. Il cotto di Impruneta è noto e ricercato in tutto il mondo.
Inoltre il cotto in tutte le sue forme è un elemento che caratterizza l'architettura e l'arte fiorentina e toscana.

L'argilla si trova abbondante nella struttura geologica dei rilievi collinari dell'Impruneta e più in generale del Chianti fiorentino.

Le prime notizie della lavorazione dell'argilla all'Impruneta risalgono al 1098. Dal medioevo ad oggi, famiglie di fornaciai si tramandano antiche tecniche di lavorazione, l'arte di trattare le terre argillose per ricavarne manufatti in cotto.

Nel 1308 è testimoniata la presenza di una fiorente “Corporazione dei maestri della terra cotta, Orciolai e Mezzinai” dell'Impruneta, avente lo scopo di regolare la produzione e garantirne la qualità.

Il grande uso del cotto era dovuto non solo alle necessità edilizie, soprattutto pavimentazioni e coperture, ma anche per la richiesta di contenitori come gli orci, per il trasporto, la commercializzazione e la conservazione del vino, olio e gran parte dei generi alimentari.
Con il cotto vengono fatti anche bellissimi elementi d'arredo e vasellame, statue, stemmi, vasi e conche.



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domenica 17 luglio 2016

BLOG CHIANTI POESIA: AGRICOLTURA EROICA, E' TEMPO DI LAVORAZIONE DEL GI...

BLOG CHIANTI POESIA: AGRICOLTURA EROICA, E' TEMPO DI LAVORAZIONE DEL GI...In una economia rurale tanto avara di compensi la lavorazione del giaggiolo (iris pallida che è la specie con fiori di colore azzurro pallido) era un modesto salvadanaio magari per mettere da parte qualche soldo per il corredo delle figlie, oggi ci sono sempre meno campi coltivati e nel futuro lo saranno sempre meno. La coltura del giaggiolo in Toscana è oggi confinata in due modeste aree delle provincie di Firenze e Arezzo (S.Polo, Greve, Lamole, Piandiscò, Castelfranco, Loro Ciuffenna).


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