giovedì 30 ottobre 2014

LE VIE DEL CHIANTI – ESCURSIONI NEL CHIANTI, IN TOSCANA E PASSEGGIATE CON ASINI


Le Vie del Chianti è un gruppo nato nel 2012 dalla volontà e dalla collaborazione di Eleonora, Sarah e Samuele, tre amici e Guide Ambientali Escursioniste (GAE), e si propongono di diffondere e promuovere la cultura e la pratica dell'attività sportiva escursionistica attraverso la riscoperta e la tutela della natura e dell'ambiente che ci circonda. Organizzano gite ed escursioni per persone singole e/o gruppi e progettano soggiorni naturalistici e culturali, di didattica ambientale e di accompagnamento. 


Lo scopo principale è quello di esplorare e far conoscere in primis il Chianti, questo meraviglioso angolo di Toscana, con la consapevolezza che camminare è sinonimo di benessere fisico e mentale. Denominatore comune è la lentezza del viaggiare, per assaporare appieno quello che l'ambiente circostante è in grado di offrire, attraverso la promozione di una cultura “Slow”.


Camminare lentamente è il modo migliore per osservare la natura, conoscere la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra cucina e riappropriarci del nostro tempo per apprezzare il presente.

Camminare lentamente è vedere i nostri poggi da un'altra angolazione, al di là della solita strada asfaltata che percorriamo distrattamente ogni giorno; è vedere, ancora, cosa c'è al di là della collina e conoscere chi ci abitava prima di noi.

Camminare è lo sport più naturale ed anche il modo più intelligente per conoscere e condividere con altri le nostre passioni o, anche più semplicemente, il modo più bello per stare assieme, immersi nel paesaggio, sollevati dalle noie quotidiane, scoprendoci meravigliati dinnanzi ad uno scorcio naturale o ad un panorama mozzafiato.


VIDEO PRESENTAZIONE 



Eleonora, Sarah e Samule vi aspettano per vivere un’esperienza nuova, all’insegna del gusto, del relax e del sano divertimento!


Per maggiori informazioni scrivi a leviedelchianti@gmail.com
o clicca qui sotto:







giovedì 23 ottobre 2014

GLI OCCHI INTERIORI, IL NUOVO LIBRO DI POESIE DI LEONARDO MANETTI


Dopo sChianti, libro di poesia pubblicato nel 2013, Leonardo pubblica questa nuova raccolta di poesie dal titolo "GLI OCCHI INTERIORI" con la casa editrice Marco del Bucchia di Massarosa (LU). Poesie sulle inquietudini, gli affetti, l'amore, il sociale, e per concludere una riflessione interessante sulla poesia di oggi. La prefazione è a cura della poetessa e giornalista freelance Dulcinea Annamaria Pecoraro e il disegno di copertina della pittrice Tatjana Goex. 





Memore di "lezioni scritte devastate, regole trascritte divise, voci vergognose risentite", il poeta ricorda che la chiave di volta è nelle nostre mani: il discernimento divenga la bussola delle nostre azioni e ognuno di noi segua la propria natura, diventando portatore sano e libero di follia e di desiderio. Espressione autentica in un mondo che ha dimenticato quanto ricchi si possa essere ascoltando e guardandoci intorno e dentro con nuovi occhi. Poesia fresca, schietta e originale quella di Leonardo Manetti che - come una freccia - penetra all'interno dei valori piú profondi, producendo riflessioni e strumenti per vivere decisamente meglio (dalla prefazione di Dulcinea Annamaria Pecoraro).

In quasi tutte le poesie di Leonardo ci sono riferimenti agli occhi e allo sguardo, il quale diventa un portale fra anima e realtà, fra mondo interiore e mondo esterno. Gli occhi diventano una costante e si ha la sensazione di essere spiati e spiare: emozioni passate e presenti, ricordi di adolescenza, esperienze dell’età adulta. (Tatjana Goex)


PER MAGGIORI INFORMAZIONI E PER ACQUISTARE CLICCA QUI SOTTO







giovedì 16 ottobre 2014

18 0TTOBRE 2014 - CONFERENZA "ROCCA E MURA DI CASTELLINA IN CHIANTI"


"Rocca e Mura di Castellina: riflessioni a seguito di recenti indagini"

Museo Archeologico del Chianti senese, Sala del Capitano.

Nell'ambito delle manifestazioni di "Chianti d'Autunno 2014", sono sempre numerose le occasioni per visitare il Chianti e i suoi meravigliosi borghi. A Castellina in Chianti, in occasione della Settimana della Cultura toscana, il Museo Archeologico del Chianti senese ospita la prima conferenza del ciclo “Il Chianti nel Medioevo”. Antonello Mennucci presenta i risultati delle recenti ricerche effettuate sulla Rocca di Castellina in Chianti, offrendo interessanti riflessioni sul Medioevo castellinese.

Una serata all'insegna di storia e cultura nell'affascinante cornice della torre medievale che ci permetterà di scoprire il passato più recente di Castellina in Chianti, centro strategico di fondamentale importanza per il controllo del territorio nella perpetua lotta tra Firenze e Siena.

L'inizio della conferenza è previsto per le ore 18.00


Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni scrivi a: info@museoarcheologicochianti.it


giovedì 9 ottobre 2014

DALL' 11 AL 26 OTTOBRE 2014 - 4° PUZZLE ART EXPO

    Sabato 11 alle Ore 19 presso la Galleria Puzzle in Via Tavanti 19 si inaugura il  4°Puzzle Art Expo, saranno presentati gli Artisti e verranno aperti i cancelli dell'Officina del Puzzle dove si svolge la mostra

    150 Mq Espositivi che accolgono gli Artisti sotto un unico tema UNIONE

GLI ARTISTI:

Le Tre Stanze della Galleria:

"Piazza Tavanti" - Ghenadie Popic;
"Salotto" - Antonietta Freni;
"Superpila" - Maistro;

E i Valorosi che esporranno all'interno dell'Officina:


Akiyo Takano
Edyta Wachowicz
Pent
Antonella Iannò
Galia Manfrida
Mario Catalano- bleuart
Vincenzo Gualano


Installazione Artistica a cura di:
Beatrice Calastrini;



Quest'evento ospiterà anche un Maestro d'Arte che per tutto il mese sfrutterà un'area dell'Officina come laboratorio fisso.
Il Maestro FRANCESCO BATTAGLINI mostrerà il suo percorso artistico creando dal VIVO l'arte all'interno dell'Officina.
Potrete ammirare l'artista tutti i giorni!!!

Gli eventi collaterali, che verranno organizzati, saranno incentrati sul tema dell’“Unione”

- Diari di Viaggio – In collaborazione con il Collettivo ThreeFaces;
- Reading di Poesia con Performance di Ballo curata da Olimpia Merciai;
- Cenacolo degli Artisti che espongono alla Collettiva;

La Galleria del Puzzle Firenze è Patrocinata dal CNA Firenze.


Tutti i giorni dalle 16 alle 24

www.puzzlefirenze.it

www.facebook.com/pages/Puzzle-Firenze
www.pinterest.com/puzzlefirenze

Skype: Puzzle Firenze








venerdì 3 ottobre 2014

POESIA “VENDEMMIA IN CHIANTI” DI AGOSTINO VIERI

Agostino Vieri nato a Greve in Chianti il 5/10/1911 e morto a Firenze il 12/11/1983, era il figlio del tipografo Fornaretto Vieri, che diresse a Greve, il giornale “Il Chianti”, e poi a Firenze, fu redattore del periodico agricolo “La Terra”.

Agostino, scrittore di poesie e racconti, con la poesia “Vendemmia in Chianti” vinse il secondo premio al Concorso Nazionale di poesia bacchica, amorosa e guerriera svoltosi a Siena il 18 agosto 1937.

Vendemmia in Chianti

Sorge nel ciel l'aurora persichina
tra un coccolar di galli escubiatori,
sfumano stelle languide in sordina
come trame di sogni incantatori

E giù, dal casolar, per la collina
ombre festanti di vendemmiatori
vagan sommerse da una verde trina
d'annose viti cariche di umori.

Chi con canestro e di falcetto armato
e chi con gerla o con bigoncia o cesta
sale cantando al rezzo imbambolato
da un'uzza fresca e pregna di foresta.

Occhieggiano tra pampini sbrecciati
spose rubeste e vecchie attorcolate,
garzoni asprigni, uomini atticciati,
ragazze aduste ghezze e scollacciate.

Con fiori in petto e con ghirlande in testa.
Uva neroccia o bionda vellutata
pilucca ognuno e stacca e non si arresta
finchè la gerla non ha ricolmata

Di stelleggianti grappoli. Una festa
di trilli sacri a valle un cigolio
lento lento di carra rode e pesta
tra ritmico soave chioccolio

D'acque fulgenti virginali e stanche.
Come fantasma curvo arrandellato,
con occhi cilestrini e chiome bianche,
segue il capoccia vecchio accidentato

L'andar de la vendemmia entusiasmante
Ei sogna calmo un mar d'incantamenti,
di vaghe rimembranze, un folgorante
nembo fuggente d'innamoramenti.

Sbocciati ai dì felici tra le fronde
cupe e silenti delle tamerici
come calde risate di gioconde
bocche procaci di stornellatrici.

Rubbola un bue su la gran callaia
giganteggiando al sole mattutino,
ferve la sagra rusticana e gaia
dal fondo immane di un enorme tino

Dove l'uva si accalca e si comprime
sotto le piote ignude di un garzone
alto e gagliardo, contro al ciel sublime,
come rovere antico all'aquilone.

Quali formiche, attratte da sentori
di succolento cibo abbandonato,
d'ogni parte ver lui i vendemmiatori
sciaman con passo greve e misurato.

E quivi giunti ad uno ad uno il carco
che li affatica lascian traboccare
nella bocca del tino e insieme, ad arco,
indi tornan né campi a vendemmiare.

Cantan rispetti, strambotti e stornelli,
vecchie canzoni di secoli morti,
vecchie passioni con spine e coltelli,
gioie e tristezze di spiriti forti.

Due fra costoro si dànno la baia,
intanagliati da un amor rivale,
per bella donna giovinetta e gaia
simile a bianca rosa virginale:

“Io ti vorrei portare in Paradiso
tra gli Angeli che adorano il Signore;
quando la notte sogno il tuo bel viso
mi pare che 'l sangue mi tremoti il cuore”.

“E lo mio amore è come il nostro vino
e chi l'assaggia non lo può scordare;
è come a primavera il biancospino
solenne in chiesa in cima all'altare”.

“Fior di gaggìa,
chi spasima per te convien che muoia,
bella sirena, sei la mia malìa.
E gira e fai la ruota
la ruota alla fontana
io ti farò mia sposa e mia sovrana”.

“Fiorin di grano,
sgrondai del sangue contro l'abissino,
ma pel tuo amore mi farei pagano.
E gira e fai la ruota
la ruota del falcone
senza di te il mio cuore è una prigione”.

Ella sorride, ascolta trepidante,
e a mezza voce modula un rispetto:

“Quando, partendo, mi dicesti addio
d'angoscia un pianto mi serrò la gola;
e come il poverello innanzi a Dio
per te, mio amor, non ebbi una parola.

Io t'ho seguito in mezzo a la battaglia
e ti difesi con le mie preghiere;
con te ho dormito sotto la mitraglia
e al sol rovente ti dètti da bere.

Ti vidi a terra rimaner ferito
e ti vegliai con palpiti immortali;
l'Italia chiamò suo figlio ardito
e la Vittoria ti porto su l'ali”.

E a garganella ognun trangugia vino
di quello che fa perdere il messale
ai prete e à frati e al nostro contadino
scambiare un solco per un carnovale.



fonte: "Poesie" Tomo I  a cura di Carlo Baldini  




sabato 20 settembre 2014

I GRANDI NAVIGATORI CHIANTIGIANI: GIOVANNI DA VERRAZZANO E AMERIGO VESPUCCI.

Nonostante il mare sia abbastanza lontano dal chianti, è curioso che le vicende internazionali delle grandi scoperte del nuovo mondo siano legate a questa terra. Giovanni da Verrazzano (che scoprì la baia del fiume Hudson, dove adesso sorge New York) e Amerigo Vespucci (che diede il nome all’intero continente americano), grandi navigatori italiani, sono molti legati al chianti e in particolar modo a Greve in Chianti.

Il Castello di Verrazzano, poco distante dal centro abitato di Greve in Chianti, vide i natali del grande navigatore Giovanni da Verrazzano nel 1485, figlio di Piero Andrea da Verrazzano e di Fiammetta Capelli. Fin da giovanissimo gli fu insegnato il piacere dell’avventura e dei viaggi, tanto che si propose di visitare l’allora remoto mondo orientale all’unico scopo di istruirsi e di trarvi nuove esperienze.
Fra il 1507 ed il 1508 prese la via della Francia venendo accolto dal Re Cristianissimo Francesco I, la cui corte era da tempo meta e luogo di umanistica meditazione per molti illustri fiorentini come Leonardo da Vinci, Tiziano, Andrea del Sarto, Benvenuto Cellini, il poeta Luigi Alamanni, l’architetto Giovanni Giocondo ed altri.
In un incontro ufficiale nella città di Rouen, Giovanni sensibilizzò il sovrano in persona sulla necessità e sull’urgenza di raggiungere i ricchissimi mercati del Catai (la Cina), navigando verso Occidente.
La nave Delfina salpò il 17 gennaio 1524 dal porto di Dieppe e dopo circa quaranta giorni di navigazione avvistò terra in una località che tutti gli studiosi individuano con Capo Fear. Proseguendo sempre in vista della costa, sulla quale di notte scorgeva molti fuochi, il navigatore vide distese di boschi e descrisse anche le viti selvatiche; queste terre furono battezzate col nome classico di “Arcadia” per la loro amenità.
Il 17 aprile 1524, proseguendo la navigazione, raggiunse l’odierna Baia di New York; attraverso il braccio chiamato “The Narrow” entrò nella “baia superiore” che egli battezzò Santa Margherita, dal nome della sorella di Francesco I. Approdò poi alla punta di Manhattan e, forse, all’estrema costa di Long Island.
Tra il 1526 ed il 1528 Verrazzano guidò altre imprese e nell’ultima partecipò anche il fratello Girolamo, ormai cartografo affermato. La spedizione raggiunse la Florida e le due isole Cabaco e Babama (le odierne Abaco e Gran Bahama). Dirigendosi poi verso la costa del Darien, attraverso il Mare Caraibico, Giovanni avvistò un’isola coperta di rigogliosa vegetazione ed apparentemente deserta, ma al contrario delle altre volte non fu accolto benevolmente: una popolazione indigena lo assalì e lo uccise dando vita a rituali di cannibalismo sulla spiaggia, davanti al fratello Girolamo rimasto sulla nave, che riportò nei dettagli la fine del nostro navigatore.
Nella Piazza Matteotti di Greve in Chianti sorge il monumento dedicato a questo grande navigatore, inagurato il 14 settembre 1913, l'opera è dello scultore prof. Carlo Pazzini.

Che la famiglia Vespucci risiedesse nell’antico castello di Montefioralle è cosa certa, attestata dalla presenza di un edificio indicato come la casa in cui abitarono i suoi membri e dal ritrovamento della tomba dell’ultimo Vespucci, nel 1954, durante l’opera di ristrutturazione del cimitero di Montefioralle.
Amerigo Vespucci nacque a Firenze il 9 marzo 1454, morì a Siviglia il 22 febbraio 1512.
Fu cosmografo ed esploratore al servizio del Portogallo e della Spagna. Precedentemente era stato impiegato di Giannotto Berardi, il quale dirigeva a Siviglia la succursale dei banchieri italiani de' Medici. Morto Berardi, nel 1495, diresse la succursale e allestì le navi per il secondo viaggio di Colombo, del quale fu sempre amico.
Nel 1499, come pilota d'Alfonso de Ojeda, giunse in Venezuela e in Colombia. Forse fu lui che chiamò quella prima terra 'Venezuela', o piccola Venezia, dato che gli indigeni di Maracaibo costruivano le loro case nell'acqua. In altri due viaggi arrivò in Brasile, costeggiando buona parte del Sudamerica, e fondando la prima fattoria portoghese.
La rapida diffusione delle lettere circolate a suo nome indussero il cartografo Martin Waldseemüller a usare il genere femminile (America) del suo nome latinizzato (Americus Vespucius), per indicare il nuovo continente in una carta del mondo disegnata nel 1507, contenuta nella Cosmographiae Introductio.
Il merito di Vespucci fu quello di essersi reso conto che la terra era più grande di quello che si credeva; precisò che aveva 40.000 chilometri di circonferenza, intuì l'esistenza di un oceano tra il Nuovo Mondo e l'Asia e fu il primo a scoprire che le nuove terre formavano un continente nuovo. L'importanza di Amerigo Vespucci sta anche nelle sue lettere, dalle quali il pubblico europeo ricevette per la prima volta informazioni relative all'America, il nuovo continente scoperto al di là dell'Oceano Atlantico.



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